Sei in: Home > Monumenti > Le Chiese e le Cappelle


Chiese e Cappelle


Cappella di Maria SS. Addolorata
Fu citata per la prima volta nel 1880. Era la tipica cappella per le vacanze estive: vi si celebrava infatti la domenica, ma solo in tempo di villeggiatura.

Cappella di Maria V. Addolorata
Eretta con decreto del vescovo Zola dell'11 novembre 1879, posta all'ingresso del paese, era intitolata alla Beata Vergine Addolorata. Nel 1920/1953 venne classificata come oratorio semipubblico. Nel 1920, vista la scarsezza dei sacerdoti, non vi si celebrava più.

Cappella di S. Anna
Di recente costruzione, nel 1881 risultava appartenere al Casino di Vito Rizzo.

Cappella della SS. Annunciazione
Nel 1688 questa chiesetta era situata a circa 600 passi da Arnesano e lungo la via per Lecce, ed era di proprietà di Donato Antonio Messi. Nel 1693 la cappella aveva solo un altare con ai lati le immagini di S. Oronzo e di S. Antonio da Padova.

Cappella dell'Annunziata o dell'Assunta in Cielo
Costruita verso il 1870 dal sagrestano Francesco Solazzo con il contributo di vari devoti, lungo la via per Magliano. Già nel 1880 era però presentata con il titolo della Vergine Assunta in Cielo. Nel 1925 veniva considerata come piccola cappella rurale, mentre nel 1953 vi si celebrava solo qualche messa. Aveva l'altare in legno.

Chiesa di S. Antonio Abate
Situata al bivio Magliano-Novoli, se ne parlava nel 1640, quando il vescovo Pappacoda la trovava in cattivo stato: pertanto doveva essere rifatta entro tre mesi. Trascorse circa un secolo prima di vederla nuovamente citata. Ricostruita dall'università, nel 1754 risultava fuori dell'abitato e di recente edificazione. Ma già nel 1822 risultava nuovamente deteriorata e già da tempo si trovava interdetta; stesse note dolenti nelle visite del vescovo Caputo nel 1830/34. Nel 1880 era indicata come rurale e di patronato comunale; nel 1881 l'arcivescovo Zola invitava il sindaco sac. Raffaelo Chirizzi e il popolo accorso a provvedere ai bisogni ed ai lavori di restauro. finalmente nel 1925 si poteva constatare che la chiesa era stata di recente riparata. Nel 1950/53 vi si celebrava solo qualche messa, in particolare nel giorno del titolare. Già dal 1747, sotto un arco dell'altare, si ammirava una statua di pietra colorata del Santo. Anche dal suo campanile il 30 aprile 1943, su ordine del governo e per ragioni belliche, fu asportata la campana.

Cappella di S. Antonio da Padova
Edificata intorno al 1676 dal sacerdote lecce Antonio Brillo, era distante dall'omonima masseria quasi 100 passi e dal paese circa un miglio. nel 1676/1683 vi era un solo altare, il cui crocifisso di creta, totalmente rotto, andava restaurato. La stauta lapidea del Santo era nel 1676 posta sotto un emiciclo, ornato di pietre ben elaborate. Il corpo della Cappella nel 1676 si presentava costruito in modo conveniente, con tetto a volta e muri in buono stato. Nel 1905 risultava invece in stato deplorevole, in abbandono. Sopra il tetto risultava un campanile ad arco, sin dal 1683, al quale si saliva dall'interno; l'unica campana pesava 30 libbre.

Cappella di S. Antonio da Padova
Compare per la prima volta nel 1720, quando si diceva collocata nel vigneto del defunto Tommaso Defusco, che l'aveva costruita. Solo nel 1747 se ne precisava l'ubicazione. Nel 1880 risultava quattordicesima e ultima cappella rurale. A metà del Settecento le celebrazioni erano svolte solo nei giorni festivi. Sull'altare l'immagine di S. Antonio era su tela, affiancata dai santi Oronzo e Irene. L'edificio, ben sistemato, misurava in lunghezza 26 palmi ed in larghezza 20; aveva tetto a volta e pavimento cementizio. Nel 1720 si notava un armadio che fungeva anche da confessionale, per la presenza di grate di ferro sulla porta.

Cappella di S. Antonio da Padova
Nel 1747, l'unica volta in cui è registrata, si affermava che era stata eretta da poco nel frutteto di Andrea Fontanella, ad un miglio da Arnesano. Si presentava lunga 20 palmi e larga 14, con tetto a volta, pavimento cementizio, due finestre ed una porta.

Oratorio Privato nella Masseria Apostolico
Nel 1880 lo si annotava nella masseria Verardi, di proprietà degli eredi Giuseppe Apostolico di Lecce. L'anno successivo risultava interdetto fino a quando non si fosse rifatto l'altare.

Cappella e Asilo Bernardini
Edificati dalla D. Teresa dei Marchesi Bernadini e dalla nipote Giulia, il complesso fu inaugurato l'1 dicembre 1912. La pavimentazione degli ambienti e lo stemma in cromofibrolite dei Bernardini furono realizzati dai Peluso di Lecce. nello stesso anno dirigevano la nuova opera le Suore d'Ivrea, dedicandosi all'educazione dell'infanzia. L'asilo, su richiesta della Fondatrice Giulia Bernardini, con decreto di re Vittorio Emanuele III, il 4 settembre 1925 costituì un autonoma amministrazione e contemporaneamente fu approvato lo Statuto organico voluto dalla stessa nobildonna. Nel 1920 si ammiravano, e tutt'ora si ammirano, quattro dipinti su tela: Il Gigante Golia, Mosè salvato dalle acque, Giuditta, Agar nel deserto. Lo stesso anno sul campanile si notava una campana, requisita pure il 30 aprile 1943 dal governo.

Cappella nella Masseria Carretti
Nel 1880 si trovava nella Casina del monteronese Cesare Carretti, ma da moltissimi anni dismessa al punto tale da risultare adibita ad usi profani nel 1881. Nel 1905 non era più visitata poichè dismessa.

Cappella nella Villa Commenda
Situata sulla via per Lecce, risultava già esistente nel 1930; un tempo vi si celebrava la messa e nel 1953 veniva indicata come oratorio semipubblico.

Chiesa del S. Cuore di Gesù e Oratorio di don Orione
La costruzione di questa chiesa, appartenente alla Piccola Opera della Divina Provvidenza (don Orione), fu iniziata nel 1947. Fu benedetta dal vescovo di Ugento mons. Giuseppe Ruotolo il 21 maggio 1950. La facciata esterna richiama vagamente lo stile romanico, mentre all'interno, di un'unica navata, al palladico. Annesso alla Chiesa sorge l'oratorio che risultava nel 1953 frequentato da circa 300 ragazzi. Nel 1953 essa aveva pavimento in marmo di Carrara, armonium e confessionale provvisorio come l'acquasantiera, banchi nuovi, lampade fluorescenti accanto alle sei arcate; si presentava diviso dal resto, con la balaustra, il presbiterio, in cui nei giorni festivi entravano i ragazzi. Nel 1953 l'Altar Maggiore, dedicato naturalmente al Sacro Cuore, non consacrato, risultava eretto per munificenza dei signori Paladini, Margherita De Simone, Giovanni Madaro e Rosa Chirizzi. In particolare era stato realizzato in marmo bianco di Carrara. L'altare di San Giuseppe Patriarca invece, entrando sulla destra, era stato innalzato dai coniugi Giuseppe e Giuseppina Petrelli e quello della Madonna del Carmelo infine, entrando sulla sinistra, da donna Maria Martirano, vedova Verderamo. Sempre nel 1953 non esisteva sacrestia; c'era però il campanile, a mo' di torretta, con 3 campane, acquistate la grande a spese di tutto il popolo, la media dalle tabacchine e la piccola dalla famiglia Brescia.

Chiesa del S. Cuore di Cuore di Maria
L'unica notizia relativa a questa chiesa è che il 23 maggio 1835 re Ferdinando II dava l'autorizzazione alla costruzione in fondo S. Marco dell'agro arnesanese.

Chiesa di S. Filomena
Nel 1836 re Ferdinando II concesse a Luigi Daven, suonatore d'oboe nell'orchestra del teatro S. Carlo di Napoli e residente in Arnesano, l'autorizzazione ad edificare tale cappella in un suo fondo. Situata nell'allora via Pietra Grossa, oggi via Materdomini, era adiacente ad una elegante casa con giardino. Solo la parte posteriore all'altare non risultava edificata. L'ultimo restauro avvenne nel 1944. Per ciò che riguarda il campanile va detto che nel 1927 fu sostituita la campana rotta; ma nel 1943 la nuova campana fu requisita dal governo; dieci anni dopo però si potevano vedere due nuove campane sotto due archetti, che suonavano ormai solo per la messa domenicale e per le riunioni e la morte dei confratelli.

Cappella della Beata V. Maria dei Fiori
Se ne parla solo negli anni che vanno dal 1876 al 1881; vi si celebrava la messa con elemosine e a stenti si aveva la suppellettile necessaria.

Cappella Franceschi
Nel 1880/81 sorgeva nella tenuta Franceschi del leccese Giovanni Garrisi. Già nel 1905 risultava dismessa da molti anni.

Cappella di S. Francesco da Paola
Edificata poco prima del 1670, si elevava isolata ad un miglio da Arnesano, nel futteto di Federico Bozzi Corso. nel 1680 il santo si festeggiava la prima domenica dopo Pasqua; ancora nel 1747 si diceva messa nei giorni festivi, mentre nel 1880 soltanto nei tempi di villeggiatura e nel 1905 non si celebrava ormai da molto tempo. Il santo era dipinto su tela, ma già nel 1683 l'immagine si presentava corrosa dall'umidità. Nel 1905 la cappella risultava in completo stato di abbandono. Davanti alla cappella sorgeva un'area lastricata che essendo parte della Chiesa godeva dell'immunità. Sin dal 1670 si ergeva una torretta ad arco con una piccola campana.

Cappella di S. Francesco da Paola
Nel 1905 sorgeva nella villa del Marchese Guarini di Lecce; era tenuta molto bene nel 1905, ma nl 1930 è fatto presente che da molto che non vi si celebrava più la messa.

Cappella di S. Gaetano
A circa due miglia dal paese, fu costruita dal curato leccese Gaetano Cino nel suo vigneto. Vi si celebrava in autunno e, nel 1747, solo talvolta. L'altare aveva la pietra sacra di forma antica, ancora nel 1747, per quanto fosse adeguatamente provvisto di ornamenti. L'immagine del titolare appariva dipinta elegantemente su tela, con cornice lignea verde e dorata. Era una chiesetta dall'angusta forma, con tetto a volta e pavimento cementizio. Nel 1720 si osservava una campana che venne collocata, nel 1747, sull'abitazione poco distante perchè nn fosse rubata.

Cappella di Grassi (Mater Domini)
E' citata soltanto nel 1953, classificata come oratorio semipubblico.

Cappella di Maria SS. delle Grazie
Nel 1881, posta nella Masseria Le Pire, si mostrava in buono stato, ma era sprovvista di arredi sacri.

Cappella della Madonna delle Grazie
Nel 1881 si presentava in ottimo stato con un dipinto della titolare.

Cappella della Vergine delle Grazie o Refugium Peccatorum o della Stella
Sacra alla Beatissima Vergine Maria sotto il titolo di Refugium Peccatorum, era stata edificata con l'annessa casina nel 1855. Nel 1912 era nota con la denominazione della Stella. La fine della chiesetta come luogo di culto è sancita dall'arciprete Angelo Petrelli in un attestato del 31 Agosto 1912. Già nel 1895, a causa dell'assenza di sacerdoti, la chiesetta era inutilizzata e per questo iniziò ad esserne fatto un uso profano.

Cappella dell'Immacolata Concezione
Nel 1742 sorgeva in località Li Paduli. Nel 1747 si diceva che fosse stata costruita da poco nella masseria Lo Lucesano: in quest'ultima circostanza il vescovo Sersale però imponeva che fosse restaurata entro sei mesi. L'immagine dell'Immacolata si osservava su tela e nel 1881 aveva ai lati dell'altare le statue di S. Oronzo e S. Irene in pietra leccese.

Cappella di S. Marco o di S. Maria delle Grazie o del Carmine
Il toponimo S. Marco era già documentato nel 1605 come S.to Marco; nel 1912 risultava S. Marco della Giubeca. Si trovava vicino alla via che va da Lecce ad Arnesano. Era citata ancora nel 1790 e nel 1835. In località Li Cappielli sorgeva nel 1639/50 una chiesetta a S. Marco. Nel 1880 esisteva una cappella con il titolo di S. Marco, che risultava restaurata da poco. Nel 1905 era ancora dedicata a S. Marco, mentre sette anni dopo alla Madonna del Carmine. Vi si celebrava solo in tempo di villeggiatura. Nel 1912 si mostrava in buono stato ed gli arredi sacri erano custoditi dai proprietari.

Cappella di S. Maria della Consolazione
La chiesetta non era padronale, costruita sulle fondamenta con elemosine ad 1Km dal paese nella strada delle Cone, sulla via per Novoli. Essendo in campagna, già nel 1648 si rilevava che gli arredi sacri erano custoditi in paese, per paura dei ladri. Nel 1657 il vescovo Pappacoda, poichè la chiesetta minacciava di crollare non essendoci possibilità di restauri da parte della comunità, ordinava la ricostruzione entro tre mesi. Tre anni dopo la situazione era sempre la stessa. Nel 1683, essendo crollata, non si poteva visitare. Nel 1688 fu ordinato che con i guadagni delle elemosine si provvedesse alla edificazione della Chiesa di S. Maria delle Grazie. Nel 1693 si presentava ormai distrutta e le sue pietre erano state in parte impiegate per la costruzione della nuova chiesa parrocchiale. Dieci anni dopo in maniera lapidaria di essa si diceva che era demolita, del tutto distrutta. Nel 1642 si notava l'icona della B. Vergine su tela e nel 1657 invece su muro; già nel 1670, ai lati dell'altare si scorgevano le figure di S. Onofrio e S. Carlo, non in perfetto stato. Attualmente è rimasto solo un rudere della facciata della cappella. Dal 1642 esisteva un campanile fornito di campanella, ma nel 1651 questa risultava rotta e il vescovo Pappacoda ordinava che vi si collocasse quella della chiesetta di S. Nicola, allora disfatta.

Cappella di S. Maria SS. di Costantinopoli
Cappella rurale, posta nella masseria Tufi, nel 1905 divenne tomba della Famiglia Bernardini. Nel 1880 vi si celebrava nei giorni festivi, mentre nel 1920 solo più volte l'anno.

Cappella di S. Maria di Montevergine
In agro di Lecce, ma ai confini con quello di Arnesano, sarebbe stata eretta da un tale di nome Orazio Renzo verso il 1714. Distava circa un miglio dal paesee fu edificata per devozione dei fedeli. Nel 1876/81 era senza profitti e senza guida. già nel 1848 la festa di Monte Vergine era celebrata con messa cantata; dieci anni dopo il capitolo regolamentava la solennità. Porta la data del 14 gennaio 1876 il breve di Papa Pio IX, che concedeva l'indulgenza plenaria ai visitatori nel Lunedì dopo Pasqua, da applicarsi anche ai defunti per un settennio. Ancora nel 1953, il lunedì di Pasqua il popolo di Arnesano vi si recava in pellegrinaggio a venerare la sacra immagine. Si notava un'icona a parete, chiusa da cancelli lignei e con raggi argentei intorno; egualmente su parete, con la SS. Trinità, le immagini di S. Antonio da Padova e S. Gaetano da Thiene. Nel 1920 si annotava che l'unico altare era dedicato alla Madonna, con un antico affresco e la scritta "Sancta Maria de Monte Virginis". Otto anni prima il vescovo Trama aveva ordinato la rimozione degli ex-voto. A metà del Settecento si osservava che il solaio era in pessimo stato e che bisognava aprire un ingresso per la scala che ivi conduceva. Nel 1912 si registrava il solito campanile con la solita campana.

Cappella Mariano
Nel 1880/81, ubicata nella casina di Gaetano Mariano di Lecce, detto Lignettaro, si presentava già dismessa da moltissimi anni.

Chiesa di S. Nicola
Non più esistente, sorgeva fuori le mura del paese, verso Monteroni; secondo la tradizione sarebbe stata la sede parrocchiale prima del Seicento, ma non vi sono documenti a testimonianza di ciò. Nel 1640 si presentava priva di tutto e doveva essere rifatta entro tre mesi: fino al 1651 però risultava sempre disfatta. nel 1653 risultava invece ricostruita dall'abate Giovan Giacomo Lecciso. Secondo Mario Cazzato autore della ricostruzione fu forse Giuseppe Zimbalo. L'altare nel 1640 era unico; trent'anni dopo tra l'altro aveva due fiori a forma di cipressi, mentre nel 1747 mancavano gli ornamenti per il culto. Sin dal 1653 si ammirava un'icona grande di S. Nicola, dipinta su tela, ma nel 1685 doveva restaurarsi perchè intaccata dai topi; tre anni dopo ormai quadro e ornamenti erano custoditi presso il capitolo per il pericolo di crolli. Importante la notizia del 1683, secondo la quale le pareti intorno e in vari punti si presentavano affrescate con immagini di vari santi. Nel 1667 il complesso era in cattivo stato e minaccia di crollo. Nel 1670 la situazione era peggiorata. Ormai irrecuperabile, nel 1688 veniva ordinata la riedificazione entro l'agosto del 1689, pena la totale demolizione. Nel 1693 appariva completamente restaurata. Tuttavia nel 1747 appariva nuovamente con le pareti squarciate e il vescovo Sersale la profanava. Le famiglie vicine si offrirono di ricostruirla a proprie spese. Nel 1653 vi si accedeva attraverso quattro gradini; cinquant'anni dopo il vescovo dichiarava che l'area antistante doveva godere dell'immunità. Sempre nel 1653, a lato della porta esterna c'erano due finestre-armadi, ma ancora non erano state realizzate l'acquesantiere. Nel frutteto retrostante, esattamente fuori la porta secondaria, esisteva un cimitero lastricato. Nel 1640/42 aveva una campana di 120 libbre che era sistemata sul tetto della Matrice. Nel 1683 la torretta risultava ricostruita, ma doveva ancora essere restiruita la campana originale. Cinque anni dopo tornava tuttavia necessario rimuovere tale campana a causa di un imminente crollo. Sappiamo che fin dal 1706 il luogo era denominato "Santo Nicolò diruto". Nel 1748 l'arciprete Francesco Arnesano e il capitolo chiedevano la profanazione e l'abbattimento della cappella; al suo posto proposero l'edificazione di una casa, i cui proventi d'affitto sarebbero andati all'altare del SS. Sacramento e si sarebbe potuta riaccomodare anche la via pubblica, fangosa e disconnessa. Le varie proroghe per avviare i lavori di restauto furono vane e il 25 febbraio 1749 il vicario generale ordinò l'abbattimento della chiesa ed il trasferimento del'immagine del Santo nella chiesa Parrocchiale.

Cappella di S. Oronzo
Il 7 marzo 1691 i marchesi di Arnesano chiedevano il sopralluogo alla cappella-oratorio privato di S.Oronzo nel palazzo marchionale, per la cui costruzione avevano ottenuto un breve da papa Innocenzo XI il 23 aprile 1683. A compiere il sopralluogo fu l'arciprete Pietro Arnesano, il quale riferiva che la chiesa era piccola ma comoda e vagamente adornata, con l'immagine di S. Oronzo sull'altare. Lo stesso giorno il vescovo concedeva l'autorizzazione a celebrare la messa, escludendo i giorni di Pentecoste, Pasqua, Natale ed altre feste solenni. L'ultima documentazione relativa alla cappella risale al 1747, quando veniva classificata Oratorio e quando vi celebrava addirittura ogni giorno. Si registrava un'icona su tela di S. Oronzo. Nel 1693 l'oratorio appariva quasi separato dal resto del palazzo. Aveva tetto a volta, pavimento in pietre quadrate , una sola finestra, due porte, una corrispondente all'atrio del palazzo, l'altra dentro la loggia.

Cappella Spada
La sola notizia è del 1953, quando veniva classificata come oratorio semipubblico.

tratto da "Arnesano - Vita Religiosa e Popolare di una Comunità Meridionale" di Gino Giovanni Chirizzi, pagg.71-95

Informazioni Generali

Sito Istituzionale

Latitudine: 40° 20' 0'' N
Longitudine: 18° 6' 0'' E

Altitudine: 33m s.l.m.
Superficie: 13 Km²
Popolazione: 3457 ab.
Densità: 266 ab./Km²
Frazioni: Rione Riesci

CAP: 73010
Prefisso tel.: 0832
Codice Istat: 075007
Codice Catasto: A425

©2007 GiQuadro

W3C XHTML 1.0 W3C CSS